CLACH Sport
CLACH - Giornalista sportivo, Community Manager, Avido Fantagiocatore
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La storia di Igli Tare e' scritta sotto forma di anagrammi nel cognome(l'infanzia "erta", da cui "trae" insegnamenti, a "rate", fino a sublimarli ad "arte"), e anche nel nome e cognome (quando il gioco si fa duro, lui sfodera "taglieri" "e artigli"(Pastonesi 17/3/2003)


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Friday, February 28, 2003


Tradeless
Si sta per concludere lameno nelle possibilità operative) una delle mie più sofferte giornate al FantaNba.
Una lunghissima giornata a cercare un modo, senza trovarlo, di liberarmi di Elton Brand che sulla carta è la migliore F per i prossimi 15gg, ma ha saltato l'ultima per ifortunio (colpa di Shaq), salterà sembra quella di stasera (e incudendo anche questa sssenza rimane sulla carta lla F più produttiva) ed è incerto per le prossime gare.
Ho provato a vedere se potevo anticipare il cambio di Ben Wallace, che oggi non gioca, tra 5 giorni lo avranno venduto tutti e soprattutto sta producendo poco per il suo prezzo. Anche qui.
Ho provato a trovare un modo di prendermi Tracy McGrady, il giocatore più caldo del momento, che hanno quasi tutti i top 10, ma anche qui non c'è stato verso, perchè non volevo privarmi di nessuna delle mie guardie.
Insomma una giornata di tentativi infruttusoi, che adesso mi lascia un grande senso di frustrazione. Ma poi sul campo non è detto


Thursday, February 27, 2003


I soliti noti
Ieri sera l'Eurolega di basket ha prevalso sulle partite della Champions per diversi minuti nella battaglia di zapping sul mio tv. E' sempre un piacere vedere gli argentini del Tau e la Benetton che li ha battuti è la miglior squadra d'Europa.
Le squadre italiane hanno buone probabilità di centrare l'ein plein di qualificazioni anche al 2° turno di Champions. Sicura quella del Milan, probabili quelle di Juve e Inter, nonostante gli ultimi risultati, possibile quella della Roma, grazie all'ultimo risultato. Il che vuol dire che se passano anche i giallorossi, il Milan affronterà sicuramente una squadra italiana. Per i rossoneri peggio che il Manchester o il Real..
Restiamo a Milanello. Ho appena letto un'intervista a Costacurta sulla Gazzetta di oggi. Splendida sia nello spiegare tatticamente il magistero difensivo del Milan, che nello spiegare l'innata voglia di competitività, perchè è global, perchè ha provato a fare il finanziere e invece farà l'allenatore, e infine perchè farebbe crescere suo figlio al Milan, dove parla in dialetto coi magazzinieri. E mentre la leggevo pensavo che Billy si conferma un calciatore, meglio una persona, di intelligenza ben sopra la media.
E mentre la leggevo, pensavo che l'intervista era proprio ben fatta. Poi sono arrivato alla firma: Paolo Condò. Sempre i soliti noti...


Monday, February 24, 2003


Fischi e fiaschi
Subito dopo la partita, ieri Vieri era incazzato nero: "Siamo primi da due anni, quei fischi (rivolti in particolare a Morfeo e Dalmat) erano semplicemente assurdi".
Lo stesso che pensavo io mercoledì scorso a San Siro, quando dopo 20' di gara hanno cominciato a fischiare soprattutto Rui Costa, reo di portare troppo palla, ma a mio avviso l'unico che cercasse una variazione sul tema a un calcio schematico e prevedibile, che poche speranze aveva di successo contro l'ordinata difesa russa.
Ora fischiare è lecito e in sè è una forma civile di protesta, però è molto istruttivo andare allo stadio e vedere quanta poca pazienza abbia lo spettatore medio, quanto il tifoso (?) tenda a prendersela con il giocatore più debole (anzichè incoraggiarlo), quanto sembra non aspetti altro che l'errore di qualcuno in campo per dar sfogo con i fischi ai fiaschi della propria vita.
Non sto parlando della libertà di esercitare il diritto di critica che viene usato come paravento. Come applaudo la bella giocata ho il diritto di esprimere il mio disappunto quando vedo brutte giocate.
Ma chi si comporta così? Chi viene allo stadio per godersi uno spettacolo serenamente? A me sembra in pochi.
Quello che percepisco generalmente nell'individuo che assiste alla partita allo stadio o al bar è un atteggiamento mosso da implicita o esplicita, conscia o inconscia, invidia. Quelli sono idoli, e sono io il primo a crearli, per cui non vedo l'ora di farli scendere dal piedistallo. Di dimostrargli che in fin dei conti sono degli imbecilli, come me. E così posso tornare a casa rinfrancato e sentirmi meno solo con la mia miseria.
Ed è curioso che non si tratti di una cosa legata al ceto sociale (certo cambia magari il modo di esprimere questo sentimento a seconda di dove sei seduto, ma non troppo se pensiamo a certi gesti che si vedono in tribuna d'onore..) e che a provare questi sentimenti siano più spesso gli spettatori appassionati, che vivono di calcio, che quelli distaccati, magari in cerca di un pretesto per trascorrere le domeniche in modo diverso.
Mi fermo qua. Il discorso si è già fatto troppo complesso e ho scritto una serie di frasi (sugli ultrà, su come si comportano in Usa o GB, sulle dicotomie forte/debole individuale/sociale) che per ora mi limito a tagliare e incollare negli appunti. So che per ora il risultato finale sono affermazioni molto poco argomentate, ma spero che per chi capiterà di leggerle possano comunque costituire un punto di partenza per riflettere un attimo.
PS: mi era sfuggita ieri questa dichiarazione di Morfeo, che evidentemente non la pensa molto diversamente da me..


Sunday, February 23, 2003


Calcio, allarme rosso
Quello che è successo sabato sera a Torino è l'ennesimo campanello d'allarme, spero che venga sentito un po' più degli altri. Come non condividere le parole di Arturi al riguardo?
Per fortuna proprio venerdì è stata vagliata la nuova legge per punire i violenti negli stadi che si spera diventi esecutiva senza l'annacquamento parlamentare che ha subito la precedente.


Wednesday, February 19, 2003


Il calcio dei calciatori
Complimenti a Paolo Condò per la frase con cui fotografa perfettamente la differenza tra calcio italiano e calcio europeo e complimenti a Giovanni Armanini per avermi battuto sul tempo nella citazione.
Un decennio fa Arrigo Sacchi provò a fare discorsi sulla cultura calcistica e in genere sportiva da coltivare nel nostro paese. Come risultato personale diventò il personaggio più antipatico nell'ambiente calcistico, ma purtroppo ha smosso poche coscienze.
Sinceramente le discussioni che si fanno in Italia sul calcio sono per lo più naueseanti. E questo per chi fa il mio lavoro non è certo un bene. Se provi a parlare di calcio in un forum in modo diverso dal seguire la teoria del complotto e insultare chi non è della tua fede calcistica (l'alternativa è il silenzio, ma stare zitti sempre credo sia un po' snob e vigliacco) è inevitabile che diventi subito odiato e isolato.
Nulla mi toglierà dalla testa che la sconfitta di Barcellona è nata principalmente dalle parole di Moratti nel dopo Chievo-Inter. O che gli infortuni dei giocatori delle Roma (fisici o di gioco come la papera di Pelizzoli), nascano da un ambiente, già vittimista per indole, completamente destabilizzato dal comportamento di società e tecnico.
Vedrete che la Juve, pur con una decina di indisponibili, venderà cara la pelle stasera a Manchester (giusto comunque non rinviare, perchè è capitato tante volte che una squadra si presentasse per motivi vari a una partita senza tanti giocatori. Non vedo perchè l'epimedia influenzale dovrebbe fare differenza da uno strappo o una squalifica).
Chi mi conosce sa come io odi parlare bene della Juve, ma va riconosciuto e preso ad esempio la forza mentale con cui a Torino affrontano ogni situazione e reagiscano alle situazioni avverse, anzichè piangersi addosso o trovare facili capri espiatori.
E' da anni che preferisco di gran lunga le partite in Europa al nostro campionato. In Italia, persa l'umiltè ci siamo superbamente ripiegati in noi stessi, anzichè guardar fuori, confrontarci e imparare come facevano qualche anno fa. E i risultati si vedono.
E' anche per questo che spero nella Superlega europea. Certi atteggiamenti fuori dai nostri confini sono ridicoli e chi persiste nel mantenerli dovrebbe cambiarli se vuole sopravvivere a certi livelli.


Monday, February 17, 2003


No-Made Tv
Volevo parlare della 2ª vittoria dell'Italia al 6 Nazioni di Rugby, che non mi ha fatto godere quanto la prima, (un po' perchè è logico che la 1ª dà più gusto che la seconda) (un po' perchè ho seguito solo il 2° tempo), (un po' perchè era commentata fuori sincrono e l'audio arrivava prima), (un po' perchè il commento, ahem, tecnico del ruspante Munari era oggettivamente insopportabile) (un po' perchè ne ha già parlato, un po' qualunquisticamente e furbesca-mente, Bagatta in radio e non ne ha parlato per nulla la Gazzetta di oggi) (quella di ieri me la sono persa) (e qui mi aggancio per dire che sabato notte ho fatto un incidente in auto) (5 giorni di prognosi, ma niente di grave..son qui che scrivo) (quindi sabato notte non ho dormito e la domenica mi sono alzato alle 14.00).

Non mi ha fatto (ho fatto una ghezzata, non mi sono confuso con la punteggiatura) godere come la prima, ma è stata la soddisfazione più bella del week end, insieme al bellissimo Milan-Lazio, posticipo serale.

La cosa che mi ha fatto più incazzare sono i pianti degli interTristi. Ogni anno parto con tutta la buona volontà nello sperare che vincano i cugini lo scudetto dopo tanti anni di sofferenze. Ma poi, più la stagione va avanti e più mi convinco che se le sofferenze se le meritano...nonostante quel grande allenatore (e signore) di Cuper e quel grande capitano di Zanetti.

Ecco il post è ormai troppo lungo e al subject dedicherò solo un link e 3 righe di commento. Ho appena scoperto che l'altro ieri, a pochi metri da casa mia, ha inaugurato le trasmissioni No-Made tv. A me, sta cosa delle street tv intriga da pazzi. Come per il Wi-Fi. Per me ste cose cambieranno la comunicazione come la cambiarono le radio libere.

Stanotte fantasticherò su come le street tv potranno raccontarci il mondo dello sport. Per esempio, stanotte che Alinghi...


Friday, February 14, 2003


Pag. 2: glory days
Sono due le rubriche di sport e costume (parola che odio, ma non me ne viene in mente una migliore. Eppoi è carnevale ed è sempre meglio dire "di colore") che vale la pena di leggere sempre perchè assicurano divertimento e originalità.
Una è il da me citato più volte Bareddu di Fantacalcio.it, che ha generato anche un forum di pazzi scatenati dove il nonsense la fa da padrone.
L'altra è Pag.2 di Espn, che più che una rubrica è un vero sito a parte. Premessa: per la maggior parte sono pezzi che per la specificità del linguaggio e dei temi affrontati risultano al limite dell'incomprensibile per chi non è un iniziato gli sport Usa e all'inglese americano. Però se più dei risultati e i protagonisti vi interessa sapere come vivono lo sport lì..beh io non conosco un mezzo migliore.
Da non perdere (ma purtroppo invece ho perso il link) per esempio lo spassosissimo diario che teneva un loro columnist durante il mondiale nippocoreano. Oppure l'ultimo che ho appena letto, NBA's glory days are now, in cui Eric Neel elenca 26 motivi per cui quelli attuali sono tempi migliori dei mitici anni '80 di Magic e Bird.
Sostanzialmente sono d'accordo sia sulla tesi di fondo che sui motivi, anche se rispetto ad allora oggi manca un qualcosa di fondamentale: rivalries, le grandi rivalità. Celtics e Lakers per un decennio è stata la finale, ma anche quelle tra Boston e Philadelphia erano sfide rituali ad altissima tensione.
Oggi dobbiamo sperare nei Kings..e poi? Siamo molto lontani dai glory days


Thursday, February 13, 2003


Siamo Miccoli e cresceremo
Adoro i giochi di parole (oggi qualcuno ne ha dovuti sopportare da me diversi sulle sciatrici) e quindi al titolista della Gazzetta che si è inventato il titolo che ho ripreso per cominciare il mio post va tutta la mia ammirazione. Così come a Franco Arturi, che sempre sulla rosea attacca il suo pezzo di commento con un altrettanto sintetico ed eloquente Uno a zero e regalo azero.
Riguardo a Miccoli, la partita di ieri ha dimostrato che chi qualche giorno fa aveva aperto questo forum era stato lungimirante. Il perugino ha i numeri del fuoriclasse: tecnica eccellente, scatto esplosivo, bravo a concludere come a rifinire. Un nuovo acquisto prezioso per la Nazionale, così come Corradi, il miglior attaccante del campionato italiano nel fare gioco di sponda, che spero aiuterà a dimenticare il tormentone Baggio che fa solo male alla Nazionale.

Detto che il fatto più importante della giornata è l'insperato pareggio che si è fatto imporre la Serbia dall'Azerbaigian, che rimette gli Azzurri in corsa verso la qualificazione Europea, l'amichevole col Portogallo è stata significativa non solo per la vittoria (..quanto tempo!) e per gli esordienti.
Se sia stato veramente un 4-2-3-1 modello Real Madrid, oppure un classico 4-4-2 mascherato o un 4-4-1-1, l'assetto della Nazionale di ieri (tra l'altro lo stesso che invocavo addirittura lo scorso aprile), con due esterni molto offensivi, un centravanti e un'altra punta che gli gira intorno, mi è piaciuto molto. Mettiamo Vieri al posto di Corradi, Totti in luogo di Miccoli, con un po' di sacrificio anche Del Piero al posto di Delvecchio (al riguardo però credo siano ancora da verificare le garanzie che offre Zambrotta come difensore sinistro), e credo lo schema funzionerà ancora meglio con i titolari.
L'unico, ma fondamentale, appunto alla formazione schierata ieri dal Trap è che tra i due centrali di centrocampo ci dovrebbe essere qualcuno con i piedi buoni e che garantisca geometrie: in questo schieramento Pirlo o Fiore meritano il posto da titolare.

Nell'intensa giornata dedicata alle Nazionali, ieri sera ho visto anche ampie sintesi di Olanda-Argentina e Spagna-Germania (dove non ho mai sentito così tante scemenze concentrate in poco tempo, come è riuscito a fare il commentatore di Eurosport). Mi ha impressionato l'Olanda, dove Seedorf ha giocato benissimo largo a destra (come faceva bene ai tempi del Real Madrid).
Ecco allora che complice il ritorno di Serginho, la stessa disposizione tattica della nazionale, verrà probabilmente riproposta da Ancelotti con la Lazio. Non ha senso perdersi nei numeri, ma tenere due giocatori larghi sulle fasce, affiancare un recupera palloni a Pirlo (o Redondo) in mezzo al campo, mi sembra lo schieramento più equilibrato ed efficace anche per i rossoneri, soprattutto quando c'è da stanare avversari che si chiudono.


Monday, February 10, 2003


Passaggio di consegne
Sono tanti i motivi per cui l'All star Game 2003 è stato indimenticabile. Per cominciare per la prima volta l'evento principale ha avuto bisogno di ben 2 Overtime, per decidere una gara terribilmente emozionante. Poi era la prima volta del cinese e c'erano 100 milioni di connazionali che si sono alzati all'alba per guardarlo.
Ma l'attrazione principale è stata un'ultima volta, visto che usciva di scena il più grande interprete nella storia del gioco. Ma prima di arrivare al clou, qualche highlight in ordine sparso...

* La farsa agonistica della gara tra rookie e sophomore, piena cmq di giocate spettacolari e momenti divertenti, ha fatto dire a molti che sarebbe il caso di cambiare il formato e vista la connotazione sempre più forte di global game, trasformarla in un USA-resto del mondo. Mah, una volta tanto sarò conservativo. Per me l'ASG è soprattutto spettacolo e questa formula mi sembra quella che lo garantisca di più.
* Per esempio l'ultima giocata della gara succitata, in cui Jason Richardson ha usato Carlos Boozer come uno yo-yo, tirandogli la palla in testa per poi riprenderla e al volo piazzare un tiro da 3, se ha fatto incazzare l'ex Duke, chissà che incidente diplomatico potrebbe causare in quel contesto. Vedremmo poi ancora cose da playground, tipo certe magate in palleggio di Tinsley e Marbury?
* Niente male la schiacciata con cui lo stesso J-Rich si è confermato il re della specialità. Ma avete visto l'altezza in cui si è passato la palla tra le gambe?
* Restando in tema point guard, ho scoperto che c'è qualcuno che volendo oggi sarebbe perfino meglio di Jasone. Mai visto un Iverson così altruista e in grado di smarcare con così tanta facilità un compagno abbandonato dal suo marcatore, visto che tanto quello che marca The answer è battuto con troppa facilità dalle sue partenze in crossover. Dice, se fa il play, poi non segna più tanto come potrebbe. Ieri però ne ha messi 35. E' vero che un conto è avere a rimorchio T-Mac o J. O'Neal e un altro Snow o Van Horn, ma siamo sicuri caro Larry, che Iverson debba sempre giocare guardia tiratrice?
* Yao Ming ha cominciato in modo promettente con una bimane dopo 1', ma poi il box score a fine gara dice ..nulla più! Alla fine ha giocato solo 17', diciamo ha fatto conoscenza con l'ambiente, ma per capire quale reale impatto potrà avere su questo gioco, meglio passare l'anno prossimo. Per il momento the LCL (last center left) è solo e sempre Shaq.
ll quale, oltre al solito movimento ricezione-culata a scaraventare l'avversario fuori campo-schiacciata squassatabellone ci ha regalato un paio di prodezze in palleggio e passaggi dietro la schiena, per farci capire che quando lui dice che potrebbe dominare senza aver bisogno di usare la sua impareggiabile potenza in area pitturata, non è che fa del cabaret come spesso gli piace.
* Negli ultimi 2' del primo quarto Rick Adelman ci ha fatto vedere un futuristico quintetto, che in realtà tecnicamente ci sta tutto. Oltre a LCL e il cinese infatti l'ovest schierava Tim Duncan da ala piccola, Garnett da guardia e Steve Francis da play. All'intervallo Dirk Nowitzki si è lamentato scherzosamente in tv con Sheryl Miller, per essere stato lasciato fuori dalla formazione degli eclettici giganti. In effetti nella proiezione del basket del fururo, il tedescone ci sarebbe stato bene in guardia con The revolution (MVP della partita) a fare il play.
* Ho già detto di Iverson, LCL, il cinese, l'Mvp Garnett, l'arma universale, il giocatore più totale che c'è, segnamoci il terzo quarto e i lampi di TMac, ma l'erede vero può essere solo quello che gli ha rovinato la festa. Quello che in campo parla più di tutti e che più lo fischi e gli metti pressione e più si carica. Si quello che possiamo vantarci di dire, è cresciuto in Italia. Lo stesso che ha stoppato il festeggiato quando mancava poco alla fine dei tempi regolamentari e che ha messo 2 tiri liberi decisivi a 1" dalla fine del 1° OT, quando sembrava che il finale fosse quello perfetto per far chudere alla sua maniera The greatest ever. E invece lui l'ha cambiato come a simboleggiare il passaggio di consegne. Il re oggi è un altro, Kobe Bryant, ieri si è preso il testimone.

E arriviamo al protagonista principale. Anni, 40 tra una settimana. A schiacciare ormai non ce la fa più. Il fade away ormai gli riesce solo se si tratta di un tiro che decide la gara. Però con una finta continua a fregare chiunque.
Ieri il campo ha detto che è ancora grandissimo anche se non è più il migliore e lo sapevamo già. Ma anche da perdente, l'onore di chiudere il sipario, per l'ultima volta nella parata delle stelle, spetta a lui, Michael Jordan. Con un amico stiamo parlando da giorni di fare la follia di un blitz in USA solo per andarlo a vedere dal vivo per l'ultima volta. Spero di prenotare l'aereo presto.


Saturday, February 08, 2003


Sì, sci
Ci voleva la discesa libera mondiale per farmi guardare la prima gara di sci da più di un anno a questa parte.
Ci voleva Saint Moritz, per farmi riscoprire la bellezza delle montagne, che fanno da sfondo alle gare, la tensione al cancelletto di partenza, l'emozione di un salto di 80mt a 100Km/h, il susseguirsi di tempi intermedi da cercare di indovinare guardando le traiettorie.
Quando andavo alle superiori uscivo da scuola due ore prima per non perdermi una gara di Coppa del Mondo. Erano i tempi di Zurbriggen e Girardelli, e degli italiani De Chiesa (oggi bravissimo commentatore tv) Erlacher e Pramotton.
Facevo il fantasci coi dadi e un quaderno a quadretti, su cui disegnavo piste a fantasia. Nella libera lo sciatore avanzava sul percorso delle stesse caselle del punteggio del dado. Col Super G toglievo 1, col gigante 2 e con lo slalom 3. Tre punteggi consecutivi sotto il 3 valevano un'inforcata.
Poi siccome Alex Giorgi, non esattamente un atleta che ha fatto la storia di questo sport, dominava a metà stagione e Girardelli non finiva uno slalom, cominciavo a truccare i lanci perchè volevo gare realistiche!
Poi è arrivato il fenomeno Tomba, quindi la Compagnoni, e di sci ne ho visto fino a nausearmi. Praticare poi costa troppi soldi e con gli anni diventa sempre più pericoloso per uno che non ha mai preso una lezione e ultimamente ha i muscoli delle gambe indurite sopo venti minuti di tapis rulant in palestra.
Complice anche il cambiamento dei miei orari giornalieri e la scarsa copertura tv, ormai lo sci lo seguo rarissimamente da diverse stagioni. Non parliamo delle giornate in montagna, l'ultima credo sia almeno due anni fa.

Beh devo dire che la voglia di montagna era già stata risvegliata da una settimana milanese di sole invernale inconsueto. La bella gara di oggi ci ha messo molto del suo. Adesso spero proprio di rimettermi gli sci ai piedi prima che finisca l'inverno.


Thursday, February 06, 2003


N°1 al mondo
Erano aaaanni che aspettavo di scrivere questo post!
In quello che considero con validi argomenti il fantagioco più difficile al mondo, ovvero il FantaNba di Tsn, da stamattina sono n°1 assoluto!
Sfido chiunque a trovarne un fantasy Game più impegnativo e stressante, perchè ti impegna a delle scelte tutti i giorni, e meno legato al fattore C. L'unica debolezza del gioco è il relativo n° di partecipanti rispetto a certi fantacalci o fantagichi vari, 5.000, ma molto selezionati dal fatto che si paga per giocare e da anni di esperienza.
Il primato arriva un po' improvvisamente grazie a 2 giorni di ottime performances di tutti i miei, unite a flop di giocatori che in questo momento hanno in molti, ma non la mia PETARDA. Due giorni di fortuna che arrivano dopo 20 di prestazioni in ribasso, da quando, dopo aver sfiorato il n°2 WWR un giorno, avevo cominciato una serie di cambi sfortunati, avevo comunque continuato a stazionare tra la 4a e 8a posizione.
Il primato arriva proprio al momento giusto, perchè se lo confermo domani (probabile a vedere i giocatori iche giocano stanotte a me e i rivali più vicini), me lo posso godere per tutti i giorni di pausa dell'All Star Game.
L'11 febbraio poi comincia la volta finale: mancano poco più di 2 mesi, e ci sono diverse squadre che in questo momento pur ditero nel punteggio mi sono teoricamente davanti: dal francese JCS, mio rivale ma anche primo alleato nella EuroGurupies Division, anch'essa tornata oggi al comando dopo alcuni giorni, che possedendo 3 squadre con lo stesso roster potrà differenziare le scelte, a BigGameHunter, che ha 6 cambi di scorta più di me e il roster value nettamente più alto di tutti che gli permettono di prendere i giocatori migliori.
Realisticamente però, dato che più si va avanti e più è difficile muovere la classifica, un posto nella Top 10 a fine gioco non dovrebbe sfuggirmi. E se non sogna la vittoria assolta chi è primo ben oltre dopo metà competizione, chi altri può farlo?
Il problema è che risiedendo in Europa non potrei riscuotere i 1.000$ del primo premio o queli dei premi minori. E a meno di improbabili cambiamenti in corsa, devo trovare qualcuno residente in US che possa farlo al mio posto. Mi è venuto in mente che proprio la persona che mi ospità a Filadelfia durante l'ultimo All Star Game potrebbe essermi d'aiuto.


Monday, February 03, 2003


I meriti di Ancelotti
Dopo l'inizio straordinario, il Milan continua a essere primo in campionato, in corsa per tutte le competizioni, ma da un mesetto almeno sono emersi in modo evidente i problemi di gioco finora mascherati.
Questo Milan è una squadra dalla qualità eccezionale, ma assemblata male. In difesa sono tutti dei centrali, a centrocampo c'è un solo uomo di fascia (Serginho) che adesso è pure infortunato mentre abbondano i trequartisti geniali ma anarchici e inclini a portare palla, i due terminali d'attacco hanno caratteristiche troppo simili e comprendendo anche le riserve manca un centravanti di peso in grado di far salire la squadra e sfondare quando le avversarie sono chiuse in area (cosa che ovviamente a questo Milan capita spesso).
Per questo i meriti di Ancelotti sono straordinari: si è inventato due stopper come Simic e Kaladze nel ruolo di terzini, Pirlo come centromediano metodista e ha fatto coesistere i tanti trequartisti senza che finora si siano pestati i piedi.
In più è stato bravissimo nella gestione del turnover e soprattutto delle partite: alla Juventus gli intenditori lo criticavano soprattutto per questo. Al Milan quasi sempre ha azzeccato i cambi che hanno cambiato volto alla gara. Ieri ha fatto entrare Pirlo per battere il rigore: secondo me è un gesto di estremo coraggio che però aveva la sua logica, visto che tutti gli altri rossoneri avevano quest'anno fallito dal dischetto e che è stato premiato.
Però rimangono i vizi d'origine ed è normale che soprattutto con squadre chiuse il Milan farà fatica tutto l'anno
Berlusconi fa bene a caricare la squadra e a dire che questo Milan coi campioni che ha può vincere tutto. Ma è giusto dire che se lo farà grande merito sarà di chi è riuscito nella difficile impresa di trarre il massimo da una rosa fortissima sulla carta, ma incompleta e di assemblaggio molto difficile.


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